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domenica, 17 settembre 2006

Da cinespettacolo.it

di Désirée Colapietro
Baglioni e “O’scià” ancora a Lampedusa
“Chi ha il privilegio di avere una carriera come la mia può e deve essere attivo anche nel sociale”
Elegantemente vestito in un completo bianco dal taglio sportivo e camicia grigia, il cinquantacinquenne Claudio Baglioni, in smagliante forma fisica, ha presentato ieri mattina, sulla splendida terrazza del Cavalieri Hilton di Roma, la quarta edizione di "O’scià" - acronimo di Odori Suoni Colori d’Isole d’Oltremare - la manifestazione musicale nata e pensata dallo stesso cantautore che si svolge nell’isola di Lampedusa e che, dal 2003, vede la partecipazione di un folto gruppo di artisti uniti dallo stesso nobile scopo

Elegantemente vestito in un completo bianco dal taglio sportivo e camicia grigia, il cinquantacinquenne Claudio Baglioni, in smagliante forma fisica, ha presentato ieri mattina, sulla splendida terrazza del Cavalieri Hilton di Roma, la quarta edizione di O’scià - acronimo di Odori Suoni Colori d’Isole d’Oltremare - la manifestazione musicale nata e pensata dallo stesso cantautore che si svolge nell’isola di Lampedusa e che, dal 2003, vede la partecipazione di un folto gruppo di artisti uniti dallo stesso nobile scopo: portare all’attenzione delle Istituzioni, dei media e dell’opinione pubblica un argomento delicato come quello dell’emergenza immigrazione, attraverso il linguaggio universale della musica.

Presenti anche il sindaco di Lampedusa Sebastiano Bruno Siragusa che ha ringraziato gli sponsor della manifestazione tra cui Video Italia, Riccardo Nuri, portavoce di Amnesty International che ha definito l’evento "un cuore di diritti umani" e Laura Bodrini, ufficio stampa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che riconosce ad O’scià "il merito di umanizzare un fenomeno spietato come quello dell’immigrazione irregolare e di darne una versione meno distorta rispetto all’approccio sensazionalistico e politico dei media che solitamente perdono di vista gli aspetti legati alle cause della fuga di migranti e rifugiati" (20 milioni in tutto il mondo). Grande sostenitore dell’iniziativa anche Fabrizio Frizzi. Il popolare presentatore ha simpaticamente ricordato la sua personale esperienza sul palco della Guitgia dove si è esibito in Amara Terra mia di Domenico Modugno, emozionato di trovarsi a due passi dalla casa dell’artista scomparso al quale ogni sera Claudio Baglioni rende omaggio con la canzone di chiusura Volare.

Partecipano, tra i tanti, all’edizione 2006, Francesco Baccini, Loredana Berté, Riccardo Cocciante, Cochi & Renato, Luisa Corna, Grazia di Michele, Khaled, i Fichi d’India, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Teo Mammucari, Mango, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Nada, la bravissima artista emergente Nair, Neffa, Neri Marcoré, Neri per caso, Pablo & Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Paolo Vallesi e Michele Zarrillo. Le tradizionali serate gratuite sulla spiaggia della Guitgia - 28, 29 e 30 settembre - saranno precedute da due eventi speciali che si svolgeranno in Piazza Brignone il 23 e 26 settembre: il musical-varietà di Pino Insegno, Buonasera, buonasera! e un concerto dell’Orchestra Casadei.

Baglioni, cosa l’ha spinta ad organizzare “O’scià” a Lampedusa?
Il concerto che feci nel 2003 sulla spiaggia di Guitgia fu la prima occasione per porre l’accento sull’emergenza immigrazione clandestina e, allo stesso tempo, riqualificare l’immagine ed il rilancio turistico di Lampedusa e le isole Pelagie, uno dei paradisi naturali più affascinanti del Mediterraneo... Lampedusa è geograficamente sottoposta all’immigrazione clandestina così come le Canarie o Malta che vivono situazioni analoghe. Eppure io l’ho sempre immaginata come un posto esotico... O’scià non ha l’ambizione di risolvere questo fenomeno che è il primo sintomo di una febbre. Il mondo vive su basi individualistiche e ciniche. E’ una lotta tra due paure: noi di perdere quello che abbiamo, e gli altri di non arrivare nemmeno all’antipasto di questo benessere”.

La sua prima partecipazione come artista in un progetto umanitario fu in occasione del concerto organizzato da Amnesty International nel 1988. Cosa ricorda di quell’esperienza?
Presi parte al concerto di Torino come rappresentante italiano. Pensai che fosse il momento giusto di uscire allo scoperto sebbene fossi sempre stato convinto che un artista doveva fare il suo mestiere senza mettersi in piazza. Quella volta sul palco c’erano artisti di fama mondiale come Bruce Springsteen, Sting, Youssou N’Dour, Tracy Chapman e Peter Gabriel. Fu proprio lui, con il quale avevo un rapporto di amicizia, a chiedermi di partecipare. Risposi di sì e peccai di ingenuità. Raccolsi un migliaio di presenze. Capii che anche il dissenso è interessante. Vorrei che la pace dei consensi non sia anche la pace dei sensi...”

Oggi si fa portavoce di un appello il cui eco è arrivato al Parlamento europeo. Cosa è cambiato in lei rispetto a quella volta?
Succede che poi, ad un certo punto della vita, avendo avuto il successo, si cerca di rimetterlo sul tavolo da gioco. Non sono capace di cambiare il mondo e non ne avrei la presunzione. Comincio da un’isola circoscritta che è un mattone di questo pavimento che è il mondo”.

Sarà anche perché sono cambiati i tempi?
Credo di sì. Ho incontrato molti colleghi che si sono impegnati socialmente prima di me. Negli anni passati si aveva sicuramente più paura delle ’definizioni’. Difficilmente un artista per così dire ’impegnato’ poteva farsi vedere in giro con una macchina costosa o acquistare una barca di 40 metri. De Gregori, ad esempio, diceva sempre: Non scrivete che sono impegnato e bravo. Scrivete che sono bello".

Sul palco della spiaggia della Giutgia, cuore della manifestazione, lei ha invitato grandi nomi della musica e dello spettacolo. Tutti hanno aderito con entusiasmo. Nella lunghissima lista di partecipanti, però, manca Fiorello. Come mai?
Di tantissimi pregi che ha, Fiorello ha solo un unico difetto: la paura di volare... (ride). In realtà con lui esiste già un progetto molto ben delineato. E vedremo se riuscirà a superare la paura dell’aereo".

A proposito di viaggi, lei è appena rientrato da Bruxelles dove si è esibito all’Europarlamento...
"Non sono andato a Bruxelles per porre un problema di solidarietà o formulare un generico appello alla fratellanza. Sono andato a parlare di diritto, economia e sicurezza. L’immigrazione clandestina è un problema europeo e richiede una risposta europea”.

Come si inserisce secondo lei Lampedusa nell’Unione?
Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell’intera Unione. Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere degli stessi diritti di chi vive in un qualunque altro piccolo o grande comune d’Europa. Perché il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l’aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre Istituzioni”.

Per finire, Baglioni, che cosa si aspetta da "O’scià"?
Vorrei che fosse un motivo d’incontro e un terreno di buon gioco. Vorrei che non ci fossero schieramenti ma che, con umiltà e impegno, fossimo tutti dalla parte delle buone idee e della ricerca della soluzione. Noi cantanti, artisti e presentatori siamo dei trombettieri in un esercito che suona l’appello e - spero mai - la ritirata da questa battaglia”.

Intanto, per l’importante rilievo sociale, O’scià ha ottenuto l’Alto Patrocinato della Presidenza della Repubblica, il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Siciliana e dei comuni di Lampedusa e Linosa, ai quali si sono aggiunti il Patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e della Commissione Europea. E scusate se è poco…
E poi, un mese dopo, esattamente il 29 ottobre, Claudio Baglioni inizierà (da Rieti) la tournée che lo porterà in giro per l’Italia, prevalentemente in piccoli centri, ma che approderà anche a Roma al Palalottomatica per tre date19, 20 e 21 dicembre).


 



postato da: floflo77 alle ore 23:09 | link | commenti
categorie: giornali
martedì, 05 settembre 2006

Sei Nell’anima

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà

Ma è la tenerezza
Che ci fa paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai

Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te

Quanta tenerezza
Non fa più paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito

Sei nell’anima

Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato

Goccia a goccia, fianco a fianco

(Gianna Nannini)


postato da: floflo77 alle ore 21:35 | link | commenti (1)
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lunedì, 04 settembre 2006

Veronika decide di morire

Veronika decide di morire ma in realtà ha scelto la vita.
Un libro che attraverso il racconto della vita in un manicomio, descrive la nostra vita di tutti i giorni.
In quella realtà così lontana da noi persone "normali", una persona "diversa" ha capito cosa significa vivere veramente. E lo ha capito toccando la morte.
Villete non è altro che il guscio che ci costruiamo,un guscio che diciamo di odiare, che ci sta stretto ma che in realtà ci serve e da cui spesso non vogliamo uscire.
Diciamo di volerlo fare ma mentiamo a noi stessi.
Perchè vivere veramente la vita che vogliamo spesso è sofferenza. E questa sofferenza sarebbe troppo forte da affrontare, per cui scegliamo la soluzione più comoda.
Per i "matti" del libro è il manicomio che, pur con tutte le sue brutture, è sempre più sicuro di quello che sta fuori.
Per Veronika invece ogni giorno diventa prezioso, è un giorno di vita in più da vivere, un miracolo.

postato da: floflo77 alle ore 12:54 | link | commenti
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Da: Veronika decide di morire

Quando ero ancora un giovane avvocato, mi capitò di leggere un poeta inglese, e una sua frase mi colpì profondamente:" Sii come la fonte che trabocca, e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua." Ho sempre pensato che il poeta fosse in errore: è pericoloso "lasciarsi traboccare", perchè si corre il rischio di inondare le aree in cui vivono le persone amate, facendole annegare col nostro amore e il nostro entusiasmo. Per tutta la vita, ho cercato di comportarmi come una cisterna, senza mai superare i limiti delle mie pareti interiori.
Poi, per qualche ragione incomprensibile, fui colpita dalla sindrome da panico. Mi trasformai in quello che avevo cercato di evitare con ogni mia forza: una fonte che, trabbocando, inondava tutto intorno a sé. Ecco il motivo del mio ricovero a Villete.
Una volta guarita, tornai a essere il recipiente stagno e conobbi voi. Vi ringrazio per l'amicizia, l'affetto e gli innumerevoli momenti di gioia. Abbiamo vissuto insieme come pesci in un acquario, felici perchè qualcuno ci buttava il cibo all'orario prestabilito; ogni volta che lo desideravamo, potevamo vedere il mondo esterno, attraverso il vetro.
Ma ieri, attraverso un pianoforte e una ragazza che forse sarà già morta, ho scoperto qualcosa di molto importante: la vita qui è esattamente uguale a quella di fuori. In entrami i posti, le persone si riuniscono in gruppi, creano le proprie muraglie e non permettono che nulla  di estraneo possa turbare le loro mediocri esistenze. Fanno alcune cose per abitudine, affrontano argomenti inutili, si divertono perché sono costrette a farlo: al diavolo il resto del mondo, che se la cavi da solo! Al massimo, guardano il notiziario televisivo, come abbiamo fatto tante volte insieme, ma soltanto per dimostrare a se stessi che sono veramente felici, in un mondo pieno di problemi e di ingiustizie.
In altre parole, la vita della Fraternità è identica a quella della gente fuori: tutti cercano di non sapere che cosa c'è al di là delle pareti di vetro dell'acquario. Per molto tempo, tutto ciò è stato confortante e utile. Ma si cambia, e adesso io sono alla ricerca dell'avventura, pur avendo ormai sessantacinque anni e pur conoscendo i numerosi limiti di questa età. Vado in Bosnia, dove ci sono molte persone che mi aspettano, anche se ancora non mi conoscono; d'altronde, nemmeno io conosco loro. Ma so che sarò utile e che il rischio di un'avventura vale mille giorni di benessere  e di comodità."

postato da: floflo77 alle ore 12:42 | link | commenti
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Da: Veronika decide di morire

" Prima di sentirti ripetere che morirai, voglio dirti una cosa: c'è chi passa la vita alla ricerca di un momento come quello che tu hai vissuto ieri sera, senza mai raggiungerlo. Perciò se davvero dovrai morire ora, morirai con cuore pieno d'amore."
"Non hai niente da perdere. Molta gente si rifiuta di amare proprio per questo: perchè ha... tanto futuro e tanto passato in gioco. Nel tuo caso, esiste solo il presente"

postato da: floflo77 alle ore 12:27 | link | commenti
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domenica, 03 settembre 2006

Supereroi

Ieri ho visto Superman Return.
MI ha colpito un fatto del film. La giornalista aveva scritto un'articolo intitolato: Perchè il mondo non ha bisogno di superman.
MI sono detta che però nel nostro mondo si ha sempre bisogno degli eroi.
Soprattutto i bambini hanno bisogno di un eroe con i superpoteri, che vola, che sconfigge tutti i cattivi.
Ne hanno bisogno per sconfiggere la paura di dover diventare adulti, di dover avere a che fare prima o poi con le brutture del mondo.
E troppo presto  i bambini vengono a contatto con queste brutture.
Ed allora che continuino a credere che ci sarà sempre un eroe con il mantello rosso e una grande S stampata sul petto che arriverà a salvarli.
Magari noi adulti ricordiamoci che spetta a noi farli credere in questo.
Come canta qualcuno :" ... un papà che scaccia via la notte".


postato da: floflo77 alle ore 13:25 | link | commenti
categorie: pensieri
sabato, 02 settembre 2006

Blade Runner

IO ne ho viste di cose che voi umani non potete neanche immaginare, navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione e i raggi β balenare nel buio presso le porte di Tannoide e tutti quei momenti andranno persi nel tempo come lacrime nella pioggia, è tempo di morire…” 

Ho visto Blade Runner ieri per la prima volta. Era da tempo che mi ero ripromessa di vederlo.
E' strano pensare che ora noi siamo il presente ma tanto tempo fa eravamo il futuro.
I nostri avi ci immaginavano su navi volanti ed invece andiamo sempre a benzina.
E noi che prima eravamo futuro immaginato da altri ora siamo qui ad immaginare quello stesso domani.




postato da: floflo77 alle ore 14:37 | link | commenti
categorie: pensieri
giovedì, 31 agosto 2006

VIVI!!

Non smettere di vivere... anche
quando nessuno dei tuoi sogni si realizza!
Non smettere di sorridere quando non hai un motivo per essere felice: HAI LA TUA VITA!!
Non smettere di amare... anche se non c'è ancora una persona accanto a te!
Non smettere di lottare per ciò che vale!!
Non smettere di essere te stessa...
affinchè il mondo sappia chi sei davvero!!
Non smettere di VIVERE... perchè ci sarà un giorno in cui dovrai...e non vorrai!!

postato da: floflo77 alle ore 19:36 | link | commenti
categorie: poesie

A TE

A te
che sei stato con me per troppo poco tempo
A te
che mi hai fatto guardare oltre le nuvole
A te
che mi hai fatto scoprire i mille colori del cielo oltre quell'azzurro
A te
che mi hai insegnato che la speranza non è solo illusione
A te
che non mi hai mai fatto sentire sola finchè eravamo insieme
A te
a cui non posso pensare con dolore, ti fare un torto troppo grande
A te
che hai pensato fosse troppo presto per conoscerci
A te
che mi hai regalato dolcezza infinita
A te
per tutto quello che mi hai dato e che avresti potuto darmi
A te
che prima o poi lo so potrò guardare negli occhi
A te
a cui un giorno potrò insegnare la vita come tu la insegnasti a me prima di incontrarci

postato da: floflo77 alle ore 19:33 | link | commenti (1)
categorie: pensieri
giovedì, 24 agosto 2006

"Le cose che ho imparato nella vita"
(di Paulo Coelho)


Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.


postato da: floflo77 alle ore 10:02 | link | commenti (1)
categorie: pensieri