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Baglioni e “O’scià” ancora a Lampedusa
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“Chi ha il privilegio di avere una carriera come la mia può e deve essere attivo anche nel sociale”
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Elegantemente vestito in un completo bianco dal taglio sportivo e camicia grigia, il cinquantacinquenne Claudio Baglioni, in smagliante forma fisica, ha presentato ieri mattina, sulla splendida terrazza del Cavalieri Hilton di Roma, la quarta edizione di "O’scià" - acronimo di Odori Suoni Colori d’Isole d’Oltremare - la manifestazione musicale nata e pensata dallo stesso cantautore che si svolge nell’isola di Lampedusa e che, dal 2003, vede la partecipazione di un folto gruppo di artisti uniti dallo stesso nobile scopo
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Elegantemente vestito in un completo bianco dal taglio sportivo e camicia grigia, il cinquantacinquenne Claudio Baglioni, in smagliante forma fisica, ha presentato ieri mattina, sulla splendida terrazza del Cavalieri Hilton di Roma, la quarta edizione di O’scià - acronimo di Odori Suoni Colori d’Isole d’Oltremare - la manifestazione musicale nata e pensata dallo stesso cantautore che si svolge nell’isola di Lampedusa e che, dal 2003, vede la partecipazione di un folto gruppo di artisti uniti dallo stesso nobile scopo: portare all’attenzione delle Istituzioni, dei media e dell’opinione pubblica un argomento delicato come quello dell’emergenza immigrazione, attraverso il linguaggio universale della musica. Presenti anche il sindaco di Lampedusa Sebastiano Bruno Siragusa che ha ringraziato gli sponsor della manifestazione tra cui Video Italia, Riccardo Nuri, portavoce di Amnesty International che ha definito l’evento "un cuore di diritti umani" e Laura Bodrini, ufficio stampa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che riconosce ad O’scià "il merito di umanizzare un fenomeno spietato come quello dell’immigrazione irregolare e di darne una versione meno distorta rispetto all’approccio sensazionalistico e politico dei media che solitamente perdono di vista gli aspetti legati alle cause della fuga di migranti e rifugiati" (20 milioni in tutto il mondo). Grande sostenitore dell’iniziativa anche Fabrizio Frizzi. Il popolare presentatore ha simpaticamente ricordato la sua personale esperienza sul palco della Guitgia dove si è esibito in Amara Terra mia di Domenico Modugno, emozionato di trovarsi a due passi dalla casa dell’artista scomparso al quale ogni sera Claudio Baglioni rende omaggio con la canzone di chiusura Volare. Partecipano, tra i tanti, all’edizione 2006, Francesco Baccini, Loredana Berté, Riccardo Cocciante, Cochi & Renato, Luisa Corna, Grazia di Michele, Khaled, i Fichi d’India, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Teo Mammucari, Mango, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Nada, la bravissima artista emergente Nair, Neffa, Neri Marcoré, Neri per caso, Pablo & Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Paolo Vallesi e Michele Zarrillo. Le tradizionali serate gratuite sulla spiaggia della Guitgia - 28, 29 e 30 settembre - saranno precedute da due eventi speciali che si svolgeranno in Piazza Brignone il 23 e 26 settembre: il musical-varietà di Pino Insegno, Buonasera, buonasera! e un concerto dell’Orchestra Casadei. Baglioni, cosa l’ha spinta ad organizzare “O’scià” a Lampedusa? La sua prima partecipazione come artista in un progetto umanitario fu in occasione del concerto organizzato da Amnesty International nel 1988. Cosa ricorda di quell’esperienza? Oggi si fa portavoce di un appello il cui eco è arrivato al Parlamento europeo. Cosa è cambiato in lei rispetto a quella volta? Sarà anche perché sono cambiati i tempi? Sul palco della spiaggia della Giutgia, cuore della manifestazione, lei ha invitato grandi nomi della musica e dello spettacolo. Tutti hanno aderito con entusiasmo. Nella lunghissima lista di partecipanti, però, manca Fiorello. Come mai? A proposito di viaggi, lei è appena rientrato da Bruxelles dove si è esibito all’Europarlamento... Come si inserisce secondo lei Lampedusa nell’Unione? Per finire, Baglioni, che cosa si aspetta da "O’scià"? Intanto, per l’importante rilievo sociale, O’scià ha ottenuto l’Alto Patrocinato della Presidenza della Repubblica, il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Siciliana e dei comuni di Lampedusa e Linosa, ai quali si sono aggiunti il Patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e della Commissione Europea. E scusate se è poco…
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Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.